Parti con Slow Food: nella laguna di Venezia

Ritorna l’appuntamento con gli itinerari del libro Weekend Slow Food (per leggere il primo clicca qui), molto utile in vista dei ponti del 25 aprile e del Primo maggio. Questa volta vi invitiamo a scoprire la laguna di Venezia, in tutta tranquillità, scappando dall’invasione di turisti che si snoda tra le calli della città.  

LE PICCOLE VENEZIE 

IL LIDO

Il nostro punto di partenza è il Lido, luogo ideale per scoprire sia la laguna nord sia quella più a sud. Si raggiunge facilmente con le linee di navigazione dell’Actv o con il ferry boat che parte dal Tronchetto, nel qual caso è possibile portare con sé un proprio mezzo (automobile, moto o scooter, bicicletta). L’isola, molto amata da Thomas Mann, è una delle lingue di terra che dividono la laguna veneta dall’Adriatico.

Al Lido si può respirare la stessa aria che respiravano Gustav von Aschenbach e Tadzio in La morte a Venezia: un spirito anni Dieci-Venti, elegante e un po’ decadente, rappresentato dalle ville liberty e dagli stabilimenti balneari sinuosi come quello del famoso Hotel des Bains.

Dopo una passeggiata sul granviale Santa Maria Elisabetta che vi porta verso il breve tratto di spiaggia pubblica, vi consigliamo di tornare indietro e munirvi di un mezzo di trasporto. L’ideale sarebbe una bicicletta o magari un tandem, ma anche un tour lagunare in sella a una moto o a un motorino può regalare grandi emozioni.

La festa del carciofo violetto a Sant’Erasmo

SANT’ERASMO, L’ORTO DI VENEZIA

Fin dal Medioevo in quest’isola della laguna nord si coltivavano frutta e verdure che dovevano rifornire la città di Venezia. Nelle aziende agricole isolane e nei pochissimi ristoranti potrete, nelle giuste stagioni, fare incetta dei famosi carciofi viola del Presidio Slow Food, di cardi e asparagi; inoltre vi è una limitatissima produzione di vino e di miele.

Con il vaporetto scendete a Sant’Erasmo Capannone: davanti a voi potete osservare l’isola del Lazzaretto Nuovo (se volete visitarlo la fermata è a richiesta). Si tratta di una costruzione eretta nel 1468 con decreto della Serenissima per prevenire i nuovi contagi di peste rispetto a quelli già presenti nel Lazzaretto Vecchio. L’isola divenne luogo di contumacia per le navi sospette di trasportare il morbo.

Poco avanti c’è un bivio, svoltate a destra e proseguite per via dei Forti in direzione della torre Massimiliana. Percorrendo la via dei Forti, godetevi la vista panoramica sulle barene del canale Tresso, sull’Arsenale di Venezia e sull’isola delle Vignole (anch’essa raggiungibile con il vaporetto). Vedrete spuntare dopo un po’ una fortificazione tonda, la torre – di epoca austriaca su base napoleonica – che ospitò l’arciduca Massimiliano d’Austria ed è stata utilizzata fino alla seconda guerra mondiale. Abbandonata per anni e recentemente restaurata, oggi ospita mostre ed eventi come la Sagra del carciofo viola.

Da dietro la torre si può proseguire per la via e addentrarsi nel territorio circondato da campi coltivati. Qui è possibile trovare qualche azienda agricola che esegue vendita diretta, soprattutto del miele di barena e di carciofo, che fuori dall’isola sono prodotti introvabili.

Proseguendo nella passeggiata constaterete come l’isola sia poco abitata e molto dedita all’agricoltura. La parte in cui si concentrano le maggiori attività si sviluppa lungo l’interno della laguna, intorno all’unica chiesa di Sant’Erasmo. Giungerete su via delle Motte che, percorsa verso sud, vi riporterà al punto di partenza dopo ancora qualche chilometro.

Il monastero di San Lazzaro degli Armeni

DIREZIONE LAGUNA SUD

Vi (ri)trovate al Lido. Se siete in bicicletta, vi conviene percorrere le rive che guardano sul lato della laguna; così facendo potrete ammirare alcune isole, come la misconosciuta San Lazzaro degli Armeni. In moto, invece, percorrete le strade normali che vi porteranno verso l’imbarcadero del ferry boat per Pellestrina, presso gli Alberoni.

Il lido di Malamocco

MALAMOCCO

Nessuno vi corre dietro, per cui andando verso l’imbarco dei ferry boat vi consigliamo di fermarvi a Malamocco, caratteristico borgo di pescatori e ortolani. L’antica Metamaucum era un porto separato dal resto del Lido, ma oggi è un tutt’uno e a dividerli c’è solamente uno stretto canale. Fino al IX secolo fu capitale del ducato di Venezia, dopodiché cominciò il declino, causato dalla costante opera di erosione del mare. In questo borgo troverete tre piazze – piazza Maggiore, campo della Chiesa, piazza delle Erbe –, alcuni canali, qualche ponticello, gli immancabili leoni, un rione moderno chiamato Canadà, alcuni bàcari/trattorie e molte zanzare.

Per certi periodi Malamocco ha avuto anche un abitante illustre, che ha potuto godere di una casa-studio con una vista sia sul mare sia sulla laguna. Il suo nome era Hugo Pratt. Ricordate? «Scarso, Scarso, è pronto lo “sfogio” per Corto Maltese!». Vi consigliamo di seguire i passi di Pratt, facendo magari finta di avere come guida personale l’affascinante marinaio.

Partiamo dal piazzale che fronteggia la laguna, dove trovate le pensiline della linea A e gli imbarcaderi da cui potete godere di una vista strepitosa sulla e della laguna. Potete dirigervi verso il bar-trattoria Da Scarso e sostare al bancone con in mano un’ombra (un bicchiere di vino) oppure con uno spritz (secondo tradizione, al Select). E contemplare anche una polpetta, una delle specialità. Attenzione però, uno spritz tira l’altro! Ne basta uno… Da Scarso si può sempre tornare, soprattutto per mangiare un bel piatto di pesce sotto la pergola tanto amata da Pratt.

Proseguendo il cammino si entra nel borgo, passando vicino al palazzetto podestarile in stile gotico; dal campo della chiesa di Santa Maria Assunta (risalente al XII secolo) e da piazza Maggiore si può camminare ancora lungo la Merceria. Alla vostra sinistra ci sono un suggestivo sotoportego e a calle della Madonna. Passato il ponte di Borgo (dove l’omonima trattoria serve fritture di pesce indimenticabili), si può proseguire facendo il giro del forte e soffermarsi a guardare il mare dai Murazzi, antiche costruzioni che avevano lo scopo di difendere l’abitato dal mare. Si ritorna in piazza delle Erbe e si può terminare la passeggiata percorrendo il Rio Terà oppure la Fondamenta Squero Vecchio. All’imbarcadero degli Alberoni, un ferry boat vi porterà a Pellestrina.

Pellestrina

PELLESTRINA, BORGO DI PESCATORI

Tredici chilometri di lingua di terra che proteggono la laguna contro una larghezza variabile che al massimo raggiunge i 210 metri.

Ecco la versione in miniatura, ma molto più verace, di Venezia. Si tratta di un borgo di pescatori, dove tutto è rivolto alla pesca e dove si venera il pesce in tutte le sue forme (vivo, crudo o cotto, fritto).

A Pellestrina ci sono le tipiche casette colorate rivolte verso Venezia, la terraferma e i casoni dei pescatori. Poi, dall’altro lato, ci sono i Murazzi che guardano verso il mare aperto e garantiscono l’accesso ai bagnanti.

L’isola è dotata di una pista ciclo-pedonale lunga circa 10 chilometri, che costeggia i tre borghi. Il primo che si incontra è San Pietro in Volta, con una chiesa settecentesca dedicata a San Pietro, le case basse, gli orti, le vigne e qualche azienda agricola che fa anche vendita diretta. Vale la pena visitare (prenotando) il minuscolo Museo della Laguna, allestito nella vecchia scuola elementare. All’interno del museo è conservato il materiale storico-documentario raccolto sulla storia dell’isola e dei suoi abitanti.

Proseguendo verso sud, ecco Portosecco, riconoscibile per le merlettaie sedute fuori casa o in riva alla laguna. Il merletto tipico di Pellestrina è detto a fuselli e si realizza intrecciando fili di cotone attorno a rocchetti sopra al tombolo, un cuscino cilindrico.

L’ultimo borgo è quello che dà il nome all’isola, caratterizzato da case cinque-secentesche, mentre all’estremità meridionale si trova l’oasi naturalistica di Ca’ Roman: 40 ettari di spiaggia, macchia e dune dove è possibile svolgere attività di osservazione faunistica. Vi aspetta anche una spiaggia selvaggia. Le spiagge dell’isola sono molto pop: solo ombrelloni diversi gli uni dagli altri, nessuno stabilimento, gente del posto, famiglie di tutti i tipi e gruppi di amici, capanne improvvisate con rami, cani che si tuffano in acqua. Non si rischia di finire uno sopra all’altro, per cui, se il tempo lo permette, fatevi un bel bagno e godevi la più assoluta tranquillità.

A Pellestrina le trattorie si contano sulle dita di una mano. La più nota è Da Celeste, storico locale che serve pesce fresco, crostacei e frutti di mare in abbondanza, compreso l’oro nero dell’isola: i peoci, ovvero le cozze.

Chioggia

CHIOGGIA

«Chioggia è quasi un barcone che ha attraccato alla riva: di qua e di là ha il mare; ma dalla poppa alla prua è come terraferma » (Cesare Brandi)

La prima impressione quando ci si arriva «Oh, ci sono le auto!» Infatti, nonostante le calli e i canali San Domenico e Lombardo, qui è possibile scorrazzare con ogni mezzo possibile e immaginabile.

Il centro storico di Chioggia vanta un patrimonio architettonico di ponti, case e palazzi signorili sorti in prossimità del corso del Popolo, che sfocia in una piazza aristocratica. Qui spicca la torre dell’Orologio, un ex faro e torre di avvistamento che ora ospita documenti sulla storia chioggiota; si possono visitare l’orologio astrologico e la cella campanaria.

Il duomo di Chioggia, dedicato a Santa Maria Assunta in Cielo, si trova a sud dellapiazza in prossimità della Porta di Santa Maria, che quasi tutti conoscono come Porta Garibaldi ed è l’antico ingresso da terra alla città. Nel porto si possono ammirare sempre i bragozzi, le tipiche imbarcazioni, con tanto di reti da pesca in mostra.

Il centro nevralgico di Chioggia, dove potrete immergervi nel vociare cadenzato caratteristico del ciosoto, è la pescheria. Anche Chioggia è una città molto legata all’attività ittica e meta preferita dei mestrini per riempirsi la pancia di ottimo pesce fresco.

Alice Pettenò

 

 

Weekend Slow Food

Collana: Guide Slow

Prezzo al pubblico: 19,90 €

Prezzo online: 16,92 €

Prezzo soci Slow Food: 15,92 €

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