L’oro di Sicilia resiste: crescono produzione e qualità. E il bio

Dal punto di vista produttivo la campagna olearia 2017-2018 fa registrare, rispetto alla precedente, una crescita complessiva regionale in termini quantitativi e una qualità mediamente buona e superiore a quella delle ultime annate.  Ma non sono tutte rose e fiori. Intanto c’è da rilevare che l’andamento climatico è stato prevalentemente siccitoso fino alla seconda metà di ottobre, fatta eccezione per le precipitazioni – anche cospicue – che si sono avute nei primi mesi del 2017. Una situazione di cui hanno risentito meno le aziende che hanno potuto irrigare.  La poca pioggia caduta ha in generale comportato un significativo abbassamento delle intensità del fruttato e della componente gustativa amara. Ottimo, invece, lo stato fitosanitario; in particolare l’assenza della mosca delle olive (Bactrocera oleae) da attribuire in primis alle basse temperature invernali che hanno contenuto l’azione dannosa di questo fitofago.

Baglio Ingardia

Riguardo alle nostre selezioni, le aziende che qui presentiamo sono oltre sessanta per un totale di 98 oli, di cui due terzi della Sicilia occidentale e il resto delle province della Sicilia orientale. Da sottolineare che più della metà dei prodotti segnalati sono biologici. In base agli assaggi e alle relative valutazioni sono stati attribuiti 8 riconoscimenti di Olio Slow e 9 di Grande Olio. 4 le aziende che possono fregiarsi del simbolo della Chiocciolina, e 11 – quest’anno – gli extravergini siciliani (prodotti da 7 aziende) in commercio col simbolo del Presidio Slow Food.

Carmelo Maiorca
Franco Saccà

Qua trovi tutti gli extravergini e le aziende siciliane selezionate da Slow Food 

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