Francesco Guccini: «Siamo orfani della nostra cultura contadina»

«[…] Siamo orfani della nostra civiltà contadina, quella era un’altra cultura. Era la cultura contadina, montanara, di gente che aveva la 5 elementare ma che conservava conoscenza. Ho trovato una lettera di una mia zia che aveva la terza elementare: una sintassi impeccabile. Gente che oggi sembra non esistere più. Perché? Colpa della bestia nera, della televisione, di questa tv vuota che guida le coscienze. Io invece ricordo una classe popolare aveva una propria cultura, una cultura contadina che si è frantumata, sostituita da contenuti televisivi spesso vuoti. Chi aveva anche solo la terza elementare una volta però possedeva la sua cultura, la cultura parallela, la cultura contadina. Ne parlava lo stesso Gramsci che indicava due culture: quella egemone, accademica, e la cultura contadina dei poveri, che era una grande cultura […]».

Riportiamo questa bella intervista di Francesco Guccini, perché anche lui, come noi e come Carlo Petrini, riconosce nella cultura contadina e nei saperi tradizionali valori che dovrebbero guidare le nostre scelte e invece siamo perdendo, tanto che dobbiamo organizzare una giornata nazionale, anzi, mondiale per la prevenzione dello spreco alimentare, quando quella civiltà ci ha insegnato che il cibo è sacro e non si può sprecare.

Sì, perché grande parte di quella cultura riguarda la produzione di cibo, la sua conservazione e la sua distribuzione, stiamo parlando di un immenso patrimonio di conoscenze. Nelle culture indigene, questo arcipelago di conoscenze viene definito «sapere tradizionale». Poi però, con l’avvento della rivoluzione industriale, del controllo della scienza da parte delle grandi imprese e della commercializzazione delle conoscenze attraverso i brevetti, si è verificata una spaccatura tra scienza ufficiale e saperi tradizionali. Un dualismo che non giova a nessuno. E poi pensiamoci, quanti saperi, conoscenze e prodotti della Terra sono stati piratescamente derubati alle comunità indigene e alla civiltà contadina da multinazionali farmaceutiche e alimentari senza scrupoli? Inutile negare che esista anche questo tipo di cultura.

Vorremmo però inviare un bel messaggio a Francesco: ci sono luoghi in Italia, anzi in tutto il mondo, in cui la cultura contadina ancora resiste, anzi, va di pari passo al sapere accademico, alla cultura dominante. Ci sono spazi dove ancora la vicinanza e la conoscenza della natura, la saggezza, il sapere ereditata dagli antenati, guidano le scelte delle persone. Esistono quei luoghi e noi lavoriamo per scovarli, diffonderli e tenerci stretti quegli insegnamenti.

E ora godetevi questa bella intervista di Diego Bianchi a Francesco Guccini, andata in onda venerdì scorso (2 febbraio) su La Sette a Propaganda Live.

 

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