Ermanno Olmi: «Ecco lo scopo della nostra venuta al mondo: conoscere la felicità di esistere»

Nel 2014, in occasione del sessantacinquesimo compleanno di Carlo Petrini, tanti amici hanno voluto rendergli omaggio con uno tributo per parlare di cibo ma anche e soprattuto di vita. Tra questi amici c’era Ermanno Olmi, ecco il suo pensiero.

Quanti anni? Quale bellezza?

Quanti anni? Ecco che già sbagliamo. Un compleanno non deve tanto celebrare il numero di anni vissuti, quanto festeggiare la nostra venuta al mondo, l’inizio della nostra esistenza da vivere accanto a tanti altri uomini come noi, nello stupore per le meraviglie del Creato, che fin dalle origini ha preparato la casa per la nostra venuta al mondo. E chissà quanti altri pianeti abitati da creature che non riusciamo a immaginare ma che forse possono contemplare anch’esse l’incommensurabile Universo Cosmico.

Tutto e tutti siamo nel passato, nel presente e nel futuro, perché in ogni istante ci sono l’Infinito e l’Eterno. Ecco lo scopo della nostra venuta al mondo: conoscere la felicità di esistere. E invece noi, meschini, fin dalla lontananza primordiale, più che alla bellezza abbiamo dato il primato alla misura delle cose: alla loro dimensione, peso, durata. Abbiamo cominciato a dare valore alla quantità. In Genesi, il primo atto compiuto dall’uomo Adamo è stato quello di dare un nome a tutte le cose. Nomi, non numeri. E così, in ogni epoca, misurare il tempo è diventata l’ossessione dei popoli in progresso. Ecco la meridiana solare, la clessidra, 1500 anni avanti Cristo. Poi il pendolo, con i meccanismi a ruote dentate. E, col trascorrere del tempo, il Tempo ha ingabbiato se stesso nei modi e con tecnicismi sempre più sofisticati. Ma non solo nei grandi numeri. Anche nel frammento minimo, nelle microdimensioni in millesimi di secondi e ancora oltre. Ci ostiniamo a rilevare con esattezza infallibile i tempi di una competizione sportiva, oppure quelli di un robot che fa funzionare meccanismi complicatissimi in tempi sempre più ristretti, come esige la produzione industriale. Il tempo è denaro e vale in ragione dei numeri. Caro Carlin, straordinario maestro e amico, con la tua missione di nuova alleanza con la Terra e con il tuo esempio ci stai facendo riscoprire ciò che abbiamo dimenticato a causa della nostra arrogante presunzione. Abbiamo creduto nei numeri più che nella provvida fertilità della Natura, più nel denaro che nella virtù di una povertà rispettosa della Vita.

In questi anni recenti, non si fa che ripetere il ben noto aforisma «la bellezza salverà il mondo». Quale “bellezza”? Ne conosco una che mi pare la più semplice da realizzare e la via più efficace da praticare: la gioia. Ma oso dire ancora di più: la felicità di esistere. Credo – ne sono certo – che il destino dell’Uomo è nell’Infinito.

Ermanno Olmi

Da Carlo Petrini: la coscienza del cibo, Slow Food Editore, Bra 2014

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