Osterie d’Italia 2018 e Sciur di Nino Negri

il racconto della nostra identità enogastronomica

 

I cuochi delle nostre osterie, attraverso la propria rete di produttori e i menù che elaborano, svolgono un ruolo centrale nella valorizzazione di un territorio e dei suoi frutti, e sono i primi ambasciatori delle donne e degli uomini che li hanno prodotti, con le loro storie, esperienze, successi. Lo stesso accade per il vino, che racconta in un bicchiere la filiera e il rapporto con l’ecosistema naturale e artificiale, partendo dalla vigna, includendo tutto quanto accade nella cantina, fino al momento del consumo.

Non a caso, la partnership tra Osterie d’Italia e Nino Negri celebra i luoghi e le occasioni di questa autenticità. Innanzitutto con il simbolo della bottiglia, segnalando nella guida le osterie con le proposte di etichette più ricche e rappresentative del territorio, ma anche premiando, anno dopo anno, l’osteria che si è contraddistinta per la miglior carta dei vini con un riconoscimento targato Nino Negri, cantina di punta del Gruppo Italiano Vini.

Un connubio rafforzato nel 2018 dall’iniziativa che vedrà quattro osterie lombarde della guida realizzare un menù pensato appositamente per l’abbinamento a Sciur, il vino realizzato da Casimiro Maule, enologo della cantina Nino Negri, la cui storia non si ferma a ciò che racchiude il bicchiere, ma racconta dell’impegno per la salvaguardia e la valorizzazione di territorio, ambiente, cultura e storia.

Ecco le osterie che fanno parte del progetto:

Osteria del Crotto – Morbegno (So)
Via Pedemontana, 22 – tel. 0342 614800
23 febbraio 2018

Percorrendo la strada che porta al santuario dell’Assunta di Morbegno si giunge a un antico crotto del 1814, riadattato a ristorante, con giardino per l’estate e vista sulla cittadina. La cucina è imperniata su prodotti di fornitori locali, tutti citati in carta.

Si può optare per il menù degustazione o avventurarsi in un percorso che parte da ottimi antipasti: brisaola e violino di capra della Valchiavenna (Presidio Slow Food) con

insalata aromatica e caprino o filetto di lavarello del lago di Como in carpione. Tutti buonissimi i primi piatti, proposti secondo la stagionalità: spaghettoni con salsa di missoltini (Presidio) ed erbe aromatiche, ravioli di brasato, tagliatelle di grano saraceno e patate con peruch (spinacio selvatico di montagna) e speck. Tra i secondi, controfiletto alla griglia o al vino rosso, agnello nostrano al forno. Un’esperienza da non perdere è la verticale di quattro annate di bitto con Sforzato. E poi i dolci, semplici ma golosi: parfait alla grappa, crème brûlée ai fiori di acacia, soufflé glacé al croccantino. In carta sono rappresentate le migliori etichette valtellinesi.

Osteria Al Bianchi – Brescia
Via Gasparo da Salò, 32 – tel. 030 292328
15 marzo 2018

Un’autentica osteria che ha compiuto quarant’anni: all’ora dell’aperitivo i bresciani sostano ancora ai suoi tavoli per bere un pirlo (la tipica bevanda alcolica a base di vino bianco) e giocare a carte. Nella stagione calda si può cenare anche in un piccolo gazebo sulla via che conduce alla centralissima piazza della Loggia.

I Masserdotti (Michele, Alessio e Franco) i salumi li fanno in casa (pancetta, coppa, speck, salame) e li propongono accompagnati dalla loro giardiniera. Tra i primi la tradizione imperversa: casoncelli al burro e salvia, malfatti bresciani e minestre. Cucina di territorio anche nei secondi: manzo all’olio, coppa di maiale ripiena al forno, bocconcini di asino al Franciacorta, lumache ai profumi dell’orto e con i funghi porcini, tagliata al rosmarino. I dessert sono fatti in casa: crostate, torta di mele, semifreddo al torroncino e mousse allo zabaione. Carta dei vini con forte presenza di Franciacorta e lago di Garda, con un occhio in particolare al Piemonte.

 

Antica Osteria Casa di Lucia – Lecco (Acquate)
Via Lucia, 27 – tel. 0341 494594-333 4728989
12 aprile 2018

Siamo a Lecco ma non vicino al lago. Nel vecchio e affascinante quartiere di Acquate, a ridosso della montagna, in una casa del Seicento, la famiglia Piras ben trentaquattro anni fa ha creato questa osteria, migliorandola giorno dopo giorno.

Missoltini con polenta, salumi misti e bresaola della Valtellina, carpaccio di chianina costituiscono un buon inizio. Tra i primi tagliolini al ragù di missoltini, casoncelli al burro, paccheri con ragù di salsiccia, risotto al pesce persico, tagliatelle con funghi di stagione. Per i secondi, quando è possibile trovarli presso i pescatori di fiducia, si gustano l’agone e il lavarello al burro e salvia, poi la carne: faraona disossata e ripiena, coniglio al forno con olive, brasato al Nebbiolo. Per il dessert suggeriamo torta al cioccolato, crostata con confettura, torta di mele, budino al cioccolato. La carta dei vini offre spazio a vecchie annate e giovani produttori.

 

Ai Burattini – Adrara San Martino (Bg)
Via Madaschi, 45 – tel. 035 933433-328 4286581
Maggio 2018

Da un portone si accede a un bel cortile, rallegrato un tempo dagli spettacoli dei burattini. L’ambiente è accogliente e dietro al bancone si trovano la cucina a vista, due sale ben apparecchiate e una saletta-cantina che funziona da carta dei vini. A raccontare il menù, che cambia quasi quotidianamente in base alla disponibilità dei prodotti ci sono Gianmarco e Anna.

L’antipasto dei Burattini propone salame, pancetta e sfogliatina di verdure, mentre tra i primi non possono mancare i casoncelli alla bergamasca, gli gnocchi di patate alla barbabietola ripieni di taleggio con crema di verza. Nei secondi trionfa la carne di manzo piemontese, Presidio Slow Food. Altrettanto buoni il baccalà in umido con polenta e il coniglio arrosto. Si può proseguire con una selezione di formaggi del territorio, tra i quali lo strachitunt e lo stracchino delle valli orobiche, altro Presidio Slow Food. Per i vini si può contare su un centinaio di etichette selezionate con un occhio di riguardo per il territorio.

 

Osterie d’Italia 2018
Sussidiario del mangiarbere all’italiana

«Sentirsi a casa»: è questa la sensazione che i locali recensiti nella 28esima edizione di Osterie d’Italia suscitano nei propri frequentatori. «Nella guida ci sono le osterie che incarnano al meglio l’autenticità della cucina italiana, una cucina semplice, priva di barocchismi ed eccessi di lavorazione che hanno il solo fine di stupire. Una cucina che non cerca di uniformarsi in un unico stile con cotture millimetriche, sottolinea le differenze e non si piega alle mode» si legge nell’introduzione a firma Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, curatori di questo Sussidiario del mangiarbere all’italiana.

1.616 le osterie recensite nell’edizione 2018, di cui la maggior parte con un menù che non supera i 35 euro. In continuità con la scorsa edizione, i locali un po’ più cari della media sono segnalati dal bollino con Euro e freccia, mentre il bollino Novità sta, naturalmente, per le nuove segnalazioni, che sono 176, ad indicare un fenomeno in continua evoluzione e crescita. Il simbolo dell’Annaffiatoio indica i locali con un orto di proprietà, la Chiave quelli dove si può anche dormire, il Formaggio è usato per quelli che propongono una selezione di prodotti caseari di qualità, la Bottiglia per un locale dalla proposta di vini articolata, rappresentativa del territorio, con prezzi onesti e infine la Chiocciola, dedicata ai locali più in sintonia con i princìpi di Slow Food. Inoltre ci sono caratteri speciali per indicare quali osterie aderiscono al progetto Alimentazione Fuori Casa dell’Associazione Italiana Celiachia e quali all’Alleanza tra i cuochi e i Presìdi Slow Food, cioè dove si utilizzano regolarmente nei menù almeno tre Presìdi della propria regione.

 

Osterie d’Italia 2018, in pillole
Curatori: Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni – Pagine: 896 – Prezzo € 22

I numeri:

1616 osterie segnalate in guida

176 nuove segnalazioni

275 chiocciole, i locali che meglio incarnano il modello di osteria

207 osterie da visitare per la notevole selezione di formaggi

400 osterie consigliate per la carta dei vini attenta al territorio

e in più…

347 indirizzi dove acquistare prodotti di qualità, gustare un buon gelato o fermarsi per un piacevole aperitivo

456 locali con un orto di proprietà

373 osterie che propongono un menù vegetariano

310 osterie con alloggio

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