Gaetano Pascale, presidente uscente di Slow Food Italia: «Slow Food è un motore fondamentale per generare sogni»

«Questo congresso è un’opportunità per discutere di cambiamento, di come sarà la nostra associazione. Puntiamo a una maggior partecipazione. Un percorso iniziato a Chegdu, Cina, nel 2017 con il Congresso internazionale. Quattro le parole chiave: internazionalità, globalità, dialogo e apertura» esordisce così Gaetano Pascale, presidente uscente di Slow Food Italia, aprendo i lavori del IX congresso dell’associazione che si sta tenendo a Montecatini Terme.

«Non dobbiamo smettere di essere pungolo per le istituzioni, ad esempio sul consumo zero del suolo, sul quadro normativo che regola il settore dei semi, sullo sviluppo delle aree interne, su una maggiore attenzione alla qualità e al cibo locale nelle mense scolastiche o sui trattati commerciali internazionali che barattano diritti delle persone a favore dell’industria. C’è chi lotta per far viaggiare liberamente le merci, mentre si bloccano le persone. Non dobbiamo mollare, anche, su battaglie che possono sembrare vinte: come gli ogm».

Prosegue Gaetano Pascale ricordandoci inoltre che: «La lotta per un cibo buono, pulito, giusto e sano sarà vinta se lasciamo aperta la nostra porta e abbiamo la capacità di entrare in rapporto con altre realtà. L’apertura fa la differenza, la capacità di essere inclusivi».

Inoltre, concludendo, Pascale ci ricorda che: «Affermare il diritto al cibo per tutti significa anche diritto alla pace. Non c’è accesso al cibo quando si è falcidiati dalla guerra. Il nostro movimento è pacifista, contro la guerra e tutte le forme di violenza. Non dobbiamo scordare un aspetto: dobbiamo provare a ridare a questa società la capacità di sognare. Slow Food è un motore fondamentale per generare sogni. Su questa caratteristica dobbiamo costruire insieme un futuro migliore».

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